giovedì, 09 agosto 2007

Pausa a Platoon, avanti i cartoon!

Guardate qui: ho trovato questa "battaglia" in fumetto, in un filmato!

Bello sarebbe finisse così: come in un fumetto...




Con gli occhi giusti (puliti, per un minuto... si può o siamo veramente e solo degli stronzi?) troviamo una storia di eccessi, di lotta tra "diversi". E possiamo immaginarci tutto quello che è accaduto qui, dare un disegno, un fumetto, un personaggio ai rivali, alle rivalse, alle rivolte, agli schieramenti che FORSE si consultano (...), si affrontano e si confrontano, ai "perdenti" che poi "vincono", ai "vincenti" che poi "perdono", all'amore, ai cuori, alle stelline e alle ... stellette da scheriffi, forse alle stilettate... e al fumetto del virtuale, che tale dovrebbe restare: un fumetto.
Magari fumoso, ma un fumetto. 
Il nostro, che ne sappiamo? Magari un fumoso fumetto famoso...

Io l'ho voluto vedere a modo mio e ci ho trovato dei simboli. Ci ho visto dei personaggi.

E' un invito un po' bizzarro a chi ha fantasia o gli va di provare ad averne. A chi ha cuore, a chi recupera un pizzico minimo di ironia dopo che s'è pure incazzato, e tanto.
A chi ha da qualche parte, nascosta, minimamente integra, una briciola di infanzia.

Sorridete, prego...



Io lo faccio, voi lo fate, non mi illudo lo facciano anche loro, ma non si sa mai.
Magari sono stanchi . Magari si domandano se ha ancora senso.
Magari, eh?
Solo magari.

http://www.youtube.com/watch?v=9EjlxaHQ-WY

postato da Siddal alle ore 23:19 | Permalink | commenti (21) / commenti (21) (pop-up)
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giovedì, 09 agosto 2007

Scrivere

Quanta gente scrive bene, in giro per blog? Molta. Moltissima.

Mi piacerebbe che Blancoebleu mi lasciasse postare lo scritto che ho commentato sul suo blog, dopo che mi invitò a leggerlo. Mi sarebbe piaciuto farlo subito, perchè "nella burrasca", quell'aspetto di lui mi aveva stupita. E proprio piacevolmente, come mi stupirebbe piacevolmente che Nuvola e Barone scrivessero qualcosa di bello. Di bello e, naturalmente di loro, senza incorrere nei casini che un copia e incolla da un testo di proprietà di Autori tutelati dalla Siae comporterebbe se un altro Autore Siae, leggendo per caso, avvisasse il proprietario dei testi.

Ma il mondo dei blog è un mondo di plagi, quando non di plagiati, e allora tirem innanz. 

Ho letto il post di Blanco in oggetto ad una mia amica. L'ho fatto perchè la considero una vera letterata, e un critico con strumenti adeguati a venir così definita, oltre che una gran donna. Il suo commento? Dise che era veramente bellissimo.

Un altro degli aspetti che di me conosce solo chi mi conosce è questo: non sono in grado di esprimere complimenti in merito ad uno stile narrativo o poetico che non apprezzo. In giro per blog è un'altra usanza che io non condivido, ma non è mia.
Tutti sanno invece quanto calore ed entusiasmo posso esprimere a qualcuno che, a mio avviso, ha scritto una cosa bella.

Questa diatriba è partita, appunto, dal mio commento ammirato per un breve racconto. Un commento la cui passione (la mia) ha colpito Agamennone che mi ha rivolto un bel complimento. E alla mia cortese risposta la svalvolata ha sbroccato. Ora ELLA dice che é un mese che la tormento, ma è disonesta pure con le date del calendario. Controllare, plis.
 
Io ho apprezzato e apprezzo nick che reputo davvero di talento. Pochissimi e non li cito, perchè sono tutti elementi schivi, incapaci di accettare che sissignori: scrivono bene. E poi non é questa la sede: invierei i sanguinari a leggere blog che non capirebbero, ma che sarebbero in grado di ridurre come è più volte accaduto: nel teatro da avanspettacolo del loro sentimento pudico...

I blogger che amo sono personaggi di pregevolissime letture (li invidio), ma che per questo hanno termini di paragone scomodissimi. Amano dei veri Mostri Sacri della Letteratura e leggono veri capolavori, non i blog di Nuvolavola (zappa) e Barone Agamennone (zappa, e pare che oltre a fare il piacione faccia il plagione). 
Tutti i blogger che spingo a crivere mi dicono: "Ma chi? Io scrivo bene? Ma hai letto Salinger? Hai letto Mann? Hai letto..."
Certo che li ho letti, ma ragazzi: abbassare il tiro no, eh?
E mi dicono anche: "Mai io non potrei raccontare nulla di nuovo..."

Ecco: quello lo dice anche Marquez. Dice, nel suo: "Come scrivere un racconto" (o romanzo?) che tutto è già stato scritto, e cento volte meglio.
Dopo di che palla al centro. E via con la penna: lui, bravissimo in quel Cent'anni di solitudine (eh?), come le peggio scamorze del web. Ed io in testa a tutte.
 
Ma chi scrive e pubblica, anche su un blog, un bisogno ce l'ha. E anche una forma narcisistica più o meno ovvia e smascherata nell'atto di pubblicare.
Nessuno scrive e pubblica perchè pensa di essere una schifezza. Nemmeno Nuvola e Barone, figurarsi.

Ora: un mio messaggio di complimenti sinceri, di autentica commozione per una bellissima (bellissima) cosa appassionata scritta da Blanco -  perfetto estraneo e tutt'ora estraneissimo  - viene brandita dall'Agamennone a mò di prova di una tresca tra me e Blanco-Mariagraxia.  

Solo chi tresca vede la tresca in ogni frasca, direi. E allora prende anche tresche per fiaschi.

Ribadisco qui quel che ho provato leggendo un posti di Blanco, nel suo blog: ammirazione, e commozione da lacrime agli occhi per un "pezzo" passionale come pochi uomini sanno esprimere.
Dopo di che Blanco potrebbe essere Jack lo Squartatore ed io la più ignobile stronza, e potremmo avere intessuto accordi malvagi sin dall'asilo, ma quel post è una meraviglia.

Nulla del genere ho visto scritto da Agamennone. E trovando un lucore perlaceo smarrito nella sua ineguagliabile scemenza, nell'insipidume degli elaborati che stimo davvero suoi (quelli rivolti a me, perchè gli altri, ormai... che ne so io?)  penserei che lo ha copiato pure quello. Cosa che ho pensato leggendo il post in cui mi immaginava...
Pensai che era suo tutto ciò in cui si nominava la parola cavalla, la parola pazza, la parola frustrata, la parola trombare e la parola cacata.
Su resto dubitai e dubito.
Copiò? Fece un lavoro di assemblaggio, in balia della calura, in brache corte con il ventilatore addosso?

Non potrei mai affermarlo con certezza e quindi non lo farò, è ovvio. Gianni il Bassotto - il Poliziotto - sa per certo io sia una trescona, invece. Come sapeva per certo io avessi censurato i suoi post (e invece no, ma si è scusato). Come sapeva per certo fosse Multiversum ogni mio altro nick. (e invece no, ma si è scusato). Come sapeva per certo che Mariagraxia era una che giustamente mi sputtanava qui (e invece no).
Invece... ha sempre per certo cannato tutto.
Ma ora sa altre cose per certo . E le documenta per certo provando a pigliarsi altri pali nel didietro, per certo

Non è un uomo: è un segugio da fiutapiste al cento per cento.
Cioè: al certo per certo.

Ma che un frescone per certo mi dia della trescona per certo,mi interessa solo perchè mi ha dato modo di scrivere ancora qualcosa per forma e contenuto non accostabile alla sua produzione. Il che, per l'Ego della quipresente Babbiona, è poca cosa... ma per l'Ego dell'Aga, invece, non va buttato nulla. 
Se poi quel nulla è mio, immagino sia oro o almeno lo spererei... o lo sparerei... non ricordo bene come si dica...



Va compreso, l'Aga: lui, come lettrice privilegiata del suo blog ha, soprattutto e sopra tutte, Nuvolavola.

(ghghghghghghgghhghghg)


 

postato da Siddal alle ore 18:16 | Permalink | commenti (26) / commenti (26) (pop-up)
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giovedì, 09 agosto 2007

Gelosia e possesso: strumenti di pace

http://www.youtube.com/watch?v=251UlKwCNU4

Sequenza bellissima: un crescendo spinto all'ultimo decibel possibile e all'ultima violenza per orecchi, occhi e... tollerabilità, come era nelle ovvie intenzioni della regia.

Mi sarebbe piaciuto confrontarmi con voi su alcune cose davvero spettacolari del montaggio, che non si considera mai abbastanza seguendo un film... ma la parola montaggio in questo contesto si prestava a tropppi equivoci...
Rido.

Il film è tutto quanto "spinto al massimo", e qui, in questa scena, la gelosia e il possesso sono "il male" di turno.

Tango: nulla di altrettanto intenso tra un uomo e una donna che danzano, almeno a mio avviso.
Quindi corpi. Sensualissimi e tesi nella passione che così è solo un peso, un fardello da portare con coraggio non si capisce dove, e nemmeno perchè, ma sino in fondo per sfinirla, per... finirla.
Corpi che danno una forma di carne all' odio, alla paura, al desiderio, alla paura di quel desiderio.
Occhi . Sbarrati, incendiati, di gazzelle e di belve.
Nervi. Dentro come tronchi scossi, sulla pelle in brividi di rabbia, di terrore e di vergogna, elettrificati in ogni muscolo che si gonfia e si tende.

E piaghe dell'animo coltivate: uomini e donne che hanno messo tutto il sale possibile sulle loro ferite. E stipato la polveriera del loro amor proprio in attesa - quasi implorante, per quanto si arriva a non poterne più della propria attitudine a ferirsi da soli - di un cerino, di una causa leggittima... ad eplodere, travolgere tutto. Per poter gridare con tutto il fiato, aggredire, umiliare, esigere e nei casi peggiori... 
Ecco, allora: io lo so che quando la gelosia è troppa l'angelo dell'amore è battuto e in fuga al cospetto del suo demonio opposto, che sembra Satana in persona, senza intermediari. 

Mi piace la sequenza che ho linkato... Il film non del tutto, anzi per certi aspetti molto poco. Non mi era piaciuta una sensazione di "troppo" che ad un certo punto avevo sentito "ingozzante": troppo colore, rumore, movimento. Come per questo blog.
Al cinema girava la testa, ronzavano gli orecchi, gli occhi si accecavano. A mio avviso bastava solo "un poco meno" e sarebbe stato solo bello. Era ovvio che nelle intenzioni del regista c'era l'eccesso, come in questo blog... ma persino gli eccessi reclamano un governo. E nel film la regia ha perso di vista gli eccessi, come in questo blog.
Ma va detto che... nell'eccesso si eccede... e su questa massima mia... chiuderei con le massime, a vita.

Questa scena di danza evoca qualcosa e lo fa bene, secondo me. Trascina nel centro della nostra Terra più violenta, dentro a qualcosa in noi che ha una forza demoniaca, e che ci fa una paura di inferno perchè... sappiamo.
Sappiamo di avere formule interne, osteggiate e placate in ogni modo, per annientarci come uomini e donne, per annientare il pianeta.
Formule che non hanno nulla a che vedere con l'amore, che la vita tende a generarla.
Formule "nucleari" nel nostro minuscolo nucleo. Che ai massimi livelli diventano persino botte, cronache di stragi famigliari.

Formule difettose del titpo "io ti amo=guai a te e a chiunque intorno a te" in mano nostra, mica di Dio. 
Si salvi chi può.

*

(Pensieri miei, ovviamente).

postato da Siddal alle ore 14:24 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 09 agosto 2007

Avvisi ai lettori

- Per chi non fosse giunto "da sé medesimo" a capire perchè ho messo il blog in moderazione, è il caso io precisi:

tutti coloro che scrivono verranno pubblicati, ma se permettete vorrei filtrare almeno i nomi propri e reali di gatti, cani, canarini, criceti, cocorite, zanzare (è stagione) e acari della polvere delle abitazioni reali degli utenti reali.

- Se avete sin qui seguito, non perdetevi per nessuna ragione al mondo le repliche di Nuvolavola in queste ore sul blog di Barone Agamennone.
Sono da lacime agli occhi.



Vi do solo un bocconcino, un assaggio minimo che vi assicuro non è nemmeno lontanamente indicativo della miniera di cose intelligenti che ha da dire Nuvolavola per dimostrare che ha capito tutto, e cioè che questo bel lavoro è partito da lei e dai suoi incontenibili, diarroici incipit creativi sui blog altrui e diretti ad ignari passanti. Macchè: lei non c'entra.

Ecco la mente bella e pulita, e obiettiva della nostra eroina... che più che n'eroina a me me sembra 'na canna:

Barò, ma l'imbecille non ha capito che lo sanno anche i muri adesso che lui e la Siddal hanno stretto un'alleanza e si sono messi d'accordo e si sostengono, proteggendosi l'un l'altro per pararsi il culo a vicenda? maddai, ma davvero pensano che gli altri, coloro che leggono, siano tutti così idioti?

Risposta, mia:  maddai, non penso che gli altri, coloro che leggono, siano tutti così idioti. Io penso solo lo sia una che scrive. E non sono io, giuro.

postato da Siddal alle ore 12:18 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
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mercoledì, 08 agosto 2007

24 ore dopo

Si delinea, nella calma, la prima riflessione davvero "a freddo" sulla vicenda.
La scrivo, perchè tenermela darebbe alla "mia versione" un'ulteriore parzialità in piena antitesi alla mia intenzione di fare di tutto questo un'esperienza. E dalle esperienze si deve trarre qualcosa. Anche un bilancio negativo, se meditato e riconosciuto come tale, è positivo.

Quindi sintetizzo, 24 ore dopo, quel che penso e sento.
Potrebbe trattarsi di una riflessione in evoluzione, quindi vi terrò aggiornati.

Tutto ciò che nel mio comportamento è stato dettato dal desiderio di "vendetta", mi brucia ed è una sconfitta personale.

Tutto ciò che mi è servito ad affermare un principio, lo riconosco e ancora lo approvo, quadruplo nick incluso.

Tutto ciò che è volato nella calca lo giustifico, ma lo osserverò a lungo, perchè andrebbe corretto o addirittura eliminato, almeno dai miei comportamenti.

Tutto ciò che è stato dettato dalla rabbia non è stato sempre male: ha prodotto effetti comici volontari e creativi, e per quel che mi riguarda è un aspetto bello sia in me che nei miei "rivali". E poi ha prodotto effetti comici involontari, e quelli sono mie regressioni e non posso sapere se per la parte "avversa" sia lo stesso.

Tutto ciò che è stato sfogo ha contribuito a decomprimere me e gli altri. E' una schifezza, ma in Giappone alcune aziende hanno una stanza piena di manichini che i dipendenti prendono a cazzotti al posto del capo o del vicino di scrivania. Qui la cosa non è stata diversa: nessun livido (...sino a che tutto sembrava contenersi nel virtuale...) e nessuna perdita di post...i.

Inoltre:

Il virtuale che si trasforma in conflitto, è spesso ridicolo
La realtà che si trasferisce nel virtuale, se c'è un conflitto può essere terribile, e temibile.

E poi:

Un tempo una sensazione di solitudine interiore mi ha chiamata a portare nella mia realtà nicknames virtuali. Non me ne sono mai pentita. Comunque quasi mai del tutto. Forse sono stata fortunata o solo accorta nella selezione, ma oggi, alla luce di questi fatti, difficilmente farei eccezione alla regola di non farlo più.

Infine:

- Il tempo speso è stato tempo perso? Pareva di no, ma oggi per più di un motivo (non tutti) temo di sì.
- Ma il tempo perso è il tempo che possiamo permetterci di perdere.
- Ma il tempo che possiamo permetterci di perdere è un'illusione per  tutti noi che abbiamo una vita sola.
- Ma ricordarsi continuamente che il tempo è il nostro supremo bene, perchè abbiamo una vita sola (chiedetelo as'Seneca...) è un modo ansiogeno di perdere tempo.
- Ma come si fa a non perdere tempo senza continuamente richiamarci - e automaticamente - all'uso appropriato e serio del tempo?
- Ma che cazzo ne so.
 
postato da Siddal alle ore 11:23 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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mercoledì, 08 agosto 2007

Perchè "il peggio del web"?

Questo blog vi sembrerà un'indecenza, ma fidatevi di me: é quanto di più decente consenta - decentemente - l'indecenza.

Questo blog é nato per non consentire vandalismi in altri blog, e per assumermi in toto la responsabilità delle mie azioni e delle mie parole contrariamente a colei che me lo ha "ispirato".

Tutto è nato perchè cercai  di invitare un nick femminile - che non conosco e con il quale non ho mai avuto nemmeno scambi pubblici o privati - a scusarsi con me dopo che, a causa di un apprezzamento ESCLUSIVAMENTE LETTERARIO ad un mio scritto da parte del suo compago, ha insinuato pubblicamente qualcosa di stupido sul mio conto per gelosia. Si è poi scusata con lui... ma non con me. Garbatamente invitata a farlo si è rifiutata. Con sdegno mi ha bannato un messaggio molto formale sul suo blog e mi ha impedito di accedervi ancora... cosa della quale capii subito il motivo: per "mettermi al mio posto" era corsa a rispondermi con ben più grave arroganza sul blog di una persona che stimo. Sapeva (ha lei stesso ammessa di avermi più volte letta in giro) che per riguardo a quell'amico e ai suoi lettori, in una sede così educata, non avrei mai replicato.

Quindi: o incassavo un'umiliazione veramente immotivata e tacevo, oppure dovevo trovare un altra via per esigere delle scuse doverose. Ho creato questo spazio e l'ho pubblicamente invitata qui... ma la signora, invece di affrontarmi a tu per tu, ha chiamato il suo "cavaliere" perchè potessero fare almeno a "due contro una". Ed è arrivato lui, senza problemi e ben sapendo che la cosa era partita dalla morbosa gelosia di lei e gestita con grande villania. Ho scoperto poi che questa tecnica non era un bedutto: di solito attacca lei e arriva lui.  Quando la cosa si è messa male per entrambi, la donna si è ritirata asserendo di "ritenermi all'altezza della sua ironia" (lascio a voi il giudizio sulla qualità dell'ironia...) e lui si è rifugiato sul suo blog, facendosi sostenere da amiche che, su questo blog, non si sono mai spinte per un più che comprensibile motivo: non gradivano attrarre, sui loro blog, soggetti "dinamitardi" del tipo della loro amica.

Lui, in fuga, mi ha accusata scrivendo che da me non ci veniva perchè io ero una vigliaccona che gli cancellava i messaggi... E allora vedrete da voi che, ad un certo punto, solo dietro segnalazione scoprì che i suoi messaggi c'erano tutti solo non si era reso conto che erano in seconda pagina... In questo io gli credo. Mi turba invece sapere per certo che almeno due delle amiche che lo sostenevano hanno preferito non avvisarlo che mi accusava per errore pur avendo acceduto alle pagine. E' il motivo per cui non l'ho informato che non avevo attuato censure: volevo divertirmi, con chi leggeva la telenovela, ancora un poco.

Potrete vedere come si sono svolti successivamente "I LAVORI". Noterete che ho dovuto mettere in atto la censura su alcuni messaggi che, tuttavia, ho salvato per prudenza.
E' accaduto infatti che qualche persona realmente conosciuta dai due e che ha asserito di aver subito sorti peggiori della mia, sapendo della disputa si sia fatta viva sul blog del mio "rivale".
A quel punto il mio confronto con i due, puramente virtuale e... dialettico... è quasi totalmente finito per strasformarsi in una battaglia nella quale io ero solo spettatrice, o al limite commentavo.

La guerra era ormai basata su "fatti" a detta dei tre nuovi contendenti e dovevo solo, come tutti, decidere a chi credere. Dati i presupposti, e in mancanza di prove contrarie, è facile capire chi risultasse più credibile.
Ho censurato messaggi sui quali comparivano con nomi, fatti luoghi, disvelamenti di altri nick, eccetera.
A quel punto ho eliminato i messaggi più "privati", ma il resto, proprio perchè quasi osceno e indice di una barbarie comportamentale che mai ho visto, lo lascio in visione.

Bene: questa la dama gentile alla quale ho deciso di lavare il capo e di mettere i bigodini. E questo il suo compagno che prima la rende gelosa e poi, quando lei "sbrocca" a sproposito, la giustifica e le fa da paladino. E' un gioco di coppia che nella realtà sarebbe da risse e querele, e qui sul web, a loro avviso, andrebbe tollerato... Invece io non l'ho tollerato. Non era mio dovere e non per un comportamento che a loro non è nuovo.

Lascio qui tutto, dunque: ad  imperitura memoria "del peggio del web". La lascio qui senza la fifa tremolante e sudaticcia dei codardi.

Questo blog è nato, alla fine, perchè non avevo voglia di subire la volgarità orgogliosa di una prepotentella costituzionale e imbarazzante che potrete leggere nelle sue migliori performance di donna gelosa e orgogliosa.
Non vorrò mai  ammorbare con litigi di questo livello bellissimi blog che spero siano sempre migliori: piuttosto me ne sto zitta a leggere come ho fatto nell'ultimo anno e come cosiglierei di fare ai miei "rivali", chissà che si correggano.

Ecco qui, allora: tutto ciò che non si dovrebbe mai essere, tutto ciò che non si dovrebbe mai scrivere sul web o vivere altrove.
Qui troverete:

- le conseguenze della gelosia più acritica.
- quel che accade quando si ritiene che sia nulla  (al punto da non accettare nemmeno di scusarsi) una sberla rifilata per errore a chi semplicemente...passava per caso andando per la sua strada.
- cosa può fare (scrivere) una persona pacifica come me, quando si rompe i coglioni.
- come reagisce chi si stanca che sui blog vengano intimidite donne che preferiscono non difendersi
- come reagisce chi si stanca che sui blog si ridicolizzino uomini che devano fermarsi per non trasformare i loro blog in... un blog come questo. 

E' giusto che chi sbaglia sappia compiere un passo indietro e non aspettarsi le reazioni che gli fanno comodo.
Chi ha ragione osi sempre un passo avanti quando qualcuno si aspetta da lui che... taccia e pedali!

Sono certa che, almeno come specchio di un malcostume moderno che espone alla tv, sul web e per strada ogni miseria spacciandola per "genuinità", a qualcuno questa piccola storia di ordinaria arroganza, potrà servire.

A me personalmente é servita per dire basta, e definitivamente, alla faticosa pazienza esercitata come impegno sempre, a rischio di essere scambiata per pusillanimità.
La calma e la comprensione che ho sempre dimostrato andranno d'ora in poi a chi se le merita, a chi capirò aver bisogno di un incoraggiamento per correggersi. Non ai testa di cazzo.

I miei rispetti, sempre.

A MENO CHE...

   
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lunedì, 06 agosto 2007

CENSURA, Splinder... e lasciamoli soli.

Cancellato (e salvato) anche un messaggio n° 64 di Nuvolavola, che, al solito, citava fatti e persone e nomi e losailcaxxo cosa.

Lei cita troppo, Nuvolavola: e allora variamo la nuova legge "Tu Cita, lui Tarzan, Io cancello".

Al prossimo richiamo piglio il plico e lo invio a Splinder.

Possiamo, signori, lasciare sola l'innamorata coppia e far sì che riprenda ad amarsi follemente senza scassarci troppo oltre la m... manfrina?

Gradirei che nessuno replicasse, da ora. Lo ritenete possibile? 

Grazie di essere stati con "noi"...    

postato da Siddal alle ore 21:36 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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lunedì, 06 agosto 2007

Scuse vere, idem strette di mano, lazzi mirati, ri-scuse di Lizzi ri-vere e (grazie) ... davvero stop!

Poco fa, in un mare in tempesta come mai mi è accaduto di vedere in nove anni sul web e nel quale i naufraghi nuotano con le forze allo stremo, ho trovato il messaggio che riporto poco sotto, rivolto a me in una lunga replica di Nuvolavola.

Volevo davvero solo questo? Le scuse di Nuvolavola? Inizialmente, e lo giuro con una mano sul cuore: sì.
Per orgoglio? In un simile pandemonio cercare i confini tra dignità e orgoglio diventa difficile, come lo è cercare quelli tra il vero e il falso, tra la giusta "punizione" e l'infamia, tra il coraggio di dire le cose e la vigliaccheria di dirle, tra la vigliaccheria di tacerle e il coraggio di tacerle.

Credo di aver scatenato tutto questo in un caos momentaneo di dignità - come persona e come donna - e di stanchezza verso atteggiamenti che ognuno di noi, e certamente anche Nuvola e Barone - perchè sono umani anche se ci sono parsi alieni e ancora non la mollano - deve subire ogni giorno per "quieto vivere"... e così il vivere non è quieto per un corno,  anche se più quieto di quanto non possa esserlo, a volte, reagire.

Volevo solo scuse, all'inizio, ma molto in tutto questo è partito e poi è cresciuto, si è gonfiato ed è esploso partendo da un atteggiameno di Nuvola che avevo notato in più di una circostanza.
Se mi avesse messa sotto una luce ambigua un nick qualunque, non avrei reagito, lo riconosco. Avrei cercato di capire meglio se davvero mi ero espressa in modo criticabile con un uomo, apertamente, anche non sapendo che era un uomo impegnato... ma quella bacchettata me la rivolgeva Nuvolavola.
Ah no eh??? Di nuovo lei???

E' andata così, Nuvolavola: ti avevo già letta qualche volta, non ti avevo approvata, avevo visto come non andavi mai per il sottile, come certe atmosfere si erano guastate magari non per una tua precisa volontà, ma per... noncuranza.
Eri tu, per l'ennesima volta, a sparare su una sconosciuta, e stavolta ero io? E perchè?
Ti ho sentita indifferente a me. Non alla Grande, Sontuosa, Divina Siddal... ma a me niente di speciale proprio per nulla: una qualunque, un'altra volta. 

 A nessuno piace sentirsi oggetto di simile indifferenza e bada: non dico "invisibile" nelle cazzate, visto che non siamo dei, non siamo angeli, non siamo divi... No: a nessuno piace per nulla sentirsi addosso l'indifferenza quando viene urtato, fatto magari cadere, quando prende una gomitata nello stomaco che non era nemmeno diretta a lui.
Nemmeno a te piace e si vede. 

Così subito volevo delle scuse perchè mi ero rialzata, sola, al tuo urto visto da tutti.
- Siddal scusami: non era per te, abbi pazienza mi sono espressa male... pace?
Un sorriso e, lo giuro, ne avresti avuto in cambio uno triplo. E non perchè sono sempre buona e brava e allora Siddal Santa Subito e quando mi guardo allo specchio mi eccito credendomi migliore, ma... magari solo perchè a me, come a tutti, la pace fa comodo. Mi piace, la voglio, la do a mia volta, non me la si levi o cercherò di riaverla, con le buone. Se serve con le cattive.
Si fa la guerra per la pace, su questo pianeta. Non è giusto, ma vai a capire dov'è il giusto quando uno spara.
E' così disonorevole cercare in un atteggiamento costruttivo, un poco di spazio vitale per tutti? E' così cattiva cosa dare rispetto, ma ad un certo punto sentire anche di doverlo esigere?

Certo: poi strada facendo il rispetto l'ho perso. E ti avrò mal interpretata, ma io le tue scuse non le ho lette.
Forse ero accecata dai tuoi affronti... ma soprattutto dalla tua iniziale indifferenza. Poi dalla tua censura ad un messaggio mio che hai letto come intimidatorio, e allora ho pensato che chi mal fa mal pensa e che se tu vedevi l'intimidazione, tu allora eri la donna intimidente che io credevo di aver già visto in azione.

A quel punto, nessun riguardo. O comunque pochissimo riguardo anche da parte mia.
E poi Agamennone e la sua difesa a te, al posto tuo. Due contro uno non vi turbava? E allora ho avuto un altro elemento incendiario tra le mani: si era insinuato io fossi una donna subdola e forse un poco puttana,. Non mi si è chiesto scusa. Mi si è tappata la bocca con una censura. E quando reagisco arrivano in due?
Eh beh...

Qualcuno penserà: sì, ma era una sciocchezza da blog... Ed è vero, ma qui siamo sui blog: seduciamo a parole, annoiamo a parole (okokok: sto per concludere, momento no??? Ne ho ancora per un'oretta al massimo!) , siamo amici a parole, facciamo male a parole e... ci odiamo davvero anche se stiamo zitti?
No: io no. Questa è tra tutte le cose vere e sincere che ho espresso, la più vera e sincera.
Io assolutamente no.

Ho riso all'inizio, poi meno e non perchè ho preso qualche frustata che non mi bruciava perchè mi sentivo dalla parte della ragione. Ho smesso di ridere quando si è scoperchiato il vaso di Pandora e allora ecco "tutto il pegio del web" ad illuderci tutti che il web sia un mondo a parte, e invece è parte del mondo.
Voi dite di no? Io dico di sì. E se ho ragione non gongolerò certo di averla, visto che è una ragione che condanna me e tutti a questa bella roba che è, a volte, la realtà.

Accetto le scuse di Nuvola. Le porgo a mia volta per ogni singolo momento in cui ho esagerato e l'attenuante delle sue esagerazioni non mi solleva dalle mie, ma queste scuse spero servano a qualcosa. A rendere Nuvola meno aggressiva, Barone meno acriticamente schierato anche nel torto e meno incline a farsi confortare dal suo branco Io? Beh... meno intransigente e violenta, le prossime volte in cui vorrò o sentirò di dover essere intransigente... e spero non violenta.
Voi? Fate Vobis, dato che qui s'è tirato dentro pure il latinorum.
 

Provo disagio a pensarmi come una specie di sanguinaria burattinaia che ha gestito una questione di principio per avere ragione di una "sciocchezza", umiliando a costo di umiliarsi... ma, nel bene e nel male, le cose sono andate così. E quel che più mi turba, se devo essere onesta sino in fondo, non sono stati i momento in cui ho perso  ... "lo stile" (se, vabbé...)... ma quelli in cui sono stata assolutamente - e come raramente nella vita - completamente gelida, lucida, senza emozioni.
Ho pianificato tutto, mi sono fatta sinceramente spavento da me che, di solito, inciampo nei gradini, perdo le chiavi per cui perdo il treno, quindi perdo un appuntamento, ma meno male che avevo preventivamente  perso l'agenda per cui chissà... magari mi sono sbagliata...
Un casino, ma stavolta no: in questa "inezia", sapevo di voler arrivare esattamente o quasi, QUI.
Non un metro più in là, e qualsiasi cosa accada anche ora, a bandiere bianche sventolate, anche una chiamata in causa per vie legali dei contendenti, QUI dove volevo essere, è QUI !

Qualcuno mi domanda se volessi fare un esperimento. Rispondo: "Bah... Boh..."
So solo che volevo arrivare qui: a mostrare questo bello scempio che serpeggiava da troppo e ammorbava troppo e da troppo.

Bah... sono cambiata.
Forse sono maturata. Forse sono solo invecchiata. Anzi: questo è il solo dato certo. 
Sono più disillusa. Sono più cinica. Sono meno emotiva.
Sono meno emozionante. Sono più solida.
Sono più, o meno, la stessa di sempre.

Lo rifarei? Mi dispiace, ma sì: subito.
Diversamente, ma se questo ho fatto è perchè questo volevo. Non solo le scuse all'origine, delle quali ho capito avrei fatto a meno senza traumi. Non lo scanno durante, anche se non imprevisto nella violenza, anche in quella "di parte" che ha messo in scena qui "sul peggio del web" tre signore e, da Agamennone, un coro ubriaco di donne eccitate...
"Donne non in menopausa", come sapete. Ed ora ditemi: la sentite la differenza tra loro e una donna che forse in menopausa potrebbe essere?
Ditemi di quali soavità è fatta la differenza, di quale minore violenza, di quale miglior senno, di quale più imponente senso della dignità e del decoro... "è vecchia, non tromba, è in menopausa, gli uomini non al vogliono, è pazza, è sdoppiata, è doppata, è una poveraccia, una fallita"... 

Che bello quel coro di angeli accorso in sostengo di un uomo così a disagio, ormai, da non vedere nemmeno che i suoi messaggi erano in seconda pagina e non li avevo mai censurati. Che aveva fatto di un oltraggio mai verificatosi la bandiera della sua legittimità a rifugiarsi tra le braccia dei suoi angeli puri e senza il mio disgustoso cattivo gusto...

Agamennone: ora ti dico che non credo tu sia stato in malafede in questo. Non in questo.
Sono certa che tu non abbia visto i tuoi messaggi che erano qui. Lo capivo da quanso sostenevi... ma le tue amiche sì: loro hano visto che sbagliavi e sono state zitte, squittivano le loro trovate umoristiche brillantissime. Loro sapevano e zitte. Prferivano vederti fare la figura del fesso sotto ai nostri occhi consapevoli (ho avvisato tutti di non avvertirti perchè avevo una sorpresa... tutti tranne Edy, accidenti...).

Divertenti i tuoi angeli. Se fosse mio il loro senso dell'umorismo, potrei fare fagotto e tornare in uffici simili ai loro. Il che non sarebbe per nulla una tragedia né un disonore, visto che ci sono stata bene per quasi trent'anni... ma mi preme ribadire, e firmare di mio pugno, che non vi sono molte platee che potrebbero davvero sorridere di ciò che a loro fa ridere da scompisciarsi.
Hanno messo in scena un reality show da Grandi Sorelle, le quali hanno poi "abbandonato la casa" quando si sono rese conto che... bah... non è che poi davvero il tempo passa e, nel giro di un decennio (sembra ieri che, in giardino, scattavo una foto alla mia figlia maggiore e gridavo AUGURI !!! Aveva tredici anni, ora 23...) rideranno meno?
Forse pochissimo... magari per nulla...

Ma vedo che hanno rifiatato. O forse sono andate al mare: coi loro Tampax da conto alla rovescia fieramente infilati nel posto giusto e non dove glielo avrei infilato io, leggendole, stupidine in ricreazione col Buondì Motta nella cartella di Vuitton o nella sacca bisunta che fa donna di sinistra con il senso della sorellanza e del soaciale...



Sono cattiva, immagino... Ma no: io credo proprio di no. Zero.
Cattiva sono quando, essendo una che non svillaneggia abitualmente blog, che non svillaneggia nessuno se non chi svillaneggia me, mi trovo in una specie di "Sabato dello svillaneggio"... di Giacoma LeoParda, ta le altre, giacchè l'ardita composizione del coro degli angeli era un capolavoro di gruppo.
So che questa battuta non vi piacerà, tesore, ma a me pare carina e non mi dispiacerà se riterrete opportuno contattarmi per avere ... giustizia.
Meglio in privato, per non reiterare su nessun blog la mia presunta barbarie e la vostra, appurata e leggibile sul blog del vostro beniamino.
Mi offro, come agnello sacrificale, al branco di donne della Confraternita delle Agamennone Rimbesuite.
Una alla volta... vi parrebbe sconveniente?  

La parola "branco" è maschile, come la tradizione del branco... Ora il web sta inaugurando la nuova, gloriosa era della BRANCA? (...basta che MENTA... e in coro...) 
Speriamo di no.
Le consorelle di qualsiasi branco spero si convincano a lasciare i voti -bassissimi - presi non so quando e nemmeno perchè.
Non ci sono seimila motivi per cui essere donne ci dovrebbe rendere fiere più che essere maschi, si sa e basta con queste cazzate. Ma il branco è quasi sempre maschio e nel branco si trascende: anche sul web.
Mollatela. 

Perfida Siddal... te la sei legata al dito, eh?


No: ci crediate o meno mi importa nulla. Mi sto di nuovo - freddamente - divertendo a ricordare quel che so bene che, ora, vorremmo dimenticare in molti di aver scritto. Non vi insospettisca la mia passione: io sono appassionata anche quando pelo una patata. Figurarsi quando le patate sono più di una...
Non me ne volete: sto scherzando...
Davvero.  

(Madonna però se sono comode le faccine...) 

Ho un trucco facile per non dimenticare tutte le stupidaggini che ho scritto qui, inclusa questa: lunghissima e non credo così stupida.
E' un trucco, ma onesto: ciò che ho scritto lo lascio qui. Chiunque mi potrà sempre dire che sono una gran merda. Lo accetto.
Quel che hanno scritto le consorelle, invece (eddaje...eheheh...) verrà confortato dal macinare "coprente" e inesorabile di un blog che le illuderà di avere un presente diverso.
Perchè: "Se non fosse stato per quella perfida pazza vecchia di Elizabeth_Siddal che voleva fare la bua a Baroncino che difendeva la dolce Nuvoletta, figurarsi se io..."

Lo so come siamo fatte noi donne. E dico "siamo" anche se in questo caso preferirei differenziare, potendolo fare. Come siamo fatte prima e dopo la menopausa. Con le prime mestruazioni, in gravidanza, quando cerchiamo un figlio che non arriva. Quando il nostro compagno non "ci cerca più come prima". Quando cerca un'altra, forse, bastardo. Quando ne cerca un'altra di sicuro, adesso ti concio io: "Avvocato? Avvocato mi potrebbe ricevere? Devo socialmente provare ad uccidere mio marito... Sì sì, servizio completo: figli, casa, soldi, auto, bici, decoder, almeno tre litri di sangue, fargli cadere i capelli, voglio fargli tutti i Bartezzaghi di tutte le Settimane Enigmistiche della sua vita... Ah, poi: conosce qualcuno in Guardia di Finanza?
Rasserenatevi, signori uomini: noi donne, tra di noi, se c'è di mezzo anche il più pirla di voi... a volte siamo peggio.

Finito. Contenti, eh?
Vi mollo.

E' stato un mare magno (maiuscolo?) questo "peggio del web".

Anche se è web e questa vicenda, più che un mare magno, è un catino minimo.
  

Incollo:

Da Nuvolavola in data odierna:

... se la Siddal volesse avere soddisfazione, mi scuso con lei. ma se fosse stata un cicinin più attenta, si renderà conto che lo avevo già fatto nei miei primi interventi a lei qui quando dicevo che lei non avrebbe dovuto sentirsi messa in discussione ne attaccata quando erano gli altri a sbagliare. ho ammesso subito di aver sbagliato Siddal, ma non hai colto.
e se vuoi ancor più soddisfazione e materiale sul quale gongolare, Siddal, aggiungerò che oggi sto soffrendo davvero e mi dispiace per quanto trovo qui...



postato da Siddal alle ore 20:58 | Permalink | commenti (20) / commenti (20) (pop-up)
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lunedì, 06 agosto 2007

CENSURA

Ho cancellato il coda al mio post prededente:

- il messaggio numero 8 di Edy, datato 5 Agosto 2007 alle ore 17.06 (scusami Edy...) che conteneva il copia e incolla di un messaggio di Nuvolavola tratto dal blog www.baronerosso.spilnder.it di Barone Agamennone.
- il messaggio numero 10 di Nuvolavola,  datato 5 Agosto 2007 alle ore 17.34. 

Questa, Barone, in effetti è censura. Non come quella che mi accusasti per giorni di aver attuato nei tuoi confronti... e che solo ieri hai scoperto non essere vera. Su quella, su un nulla di fatto hai imbastito - confortato di poter avere la scusa per stare tra le tue donne a farti proteggere come un pupone rimbesuito - tutta una campagna denigratoria sul tuo blog... Ma di questo parleremo bene, prestissimo e con calma. Così fanno le vigliacche: tornano sugli argomenti a freddo. E così farò d'ora in avanti, lasciando che a caldo risponda la tua signora.
 
Quella attuata stanotte è vera censura, invece,  perchè nei messaggi di Nuvolavola c'erano reati di violazione della privacy di una persona citata con nome, professione, età, eventuali legami privati eccetera... e persino nick e altro nick.  

Ho salvato la videata per prudenza e la conservo  a disposizione della persona danneggiata che vi chiedo di non nominare più.

Diversa cosa con Blancoebleu. Se volete scannarvi tra voi, fatelo: è una vostra responsabilità. Basta non tiriate in ballo altri. 
Esasperate la gente, Nuvola e Barone. Trattate il web e la gente del web come si faceva nel Far West, ma tenete presente che pure là vi erano gli Sceriffi... e non alludo a me, qui.

Niente nomi e attacchi se non vi è un confronto diretto, allora.

Grazie.

postato da Siddal alle ore 06:10 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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venerdì, 03 agosto 2007

Ultimo e... "definitivo"

Lascio tutto qui. Sarei davvero incauta nel proseguire.
 
Mi basta. Mi basta anche perdere, se perdere è questo. Incasso, se è arrivato il momento di farlo, ma nella mia contabilità mi pare sia... un buon "incasso".

Lascio tutto qui e mi preme affermare solo una cosa, la sola che per me ha ancora un poco di importanza: non ho mai, sul mio onore (ne ho uno, spero si noti) cancellato un commento di Agamennone. E' una bugia che gli era evidentemente necessaria, se ha ritenuto importante scriverla. E anche una bugia sicura, perchè non posso dimostrare il contrario e quindi vale la mia parola contro la sua. Deve bastarmi sapere la verità e che lui sappia che ha mentito.
Tutte le volte che qualcuno gioca sporco non può evitarsi una sola cosa inevitabile: sapere che ha giocato sporco. Per un uomo, per una donna, dovrebbe sempre contare.
 
Non ho mai cancellato nessun suo commento per una sola ragione: perchè a favore della mia eventuale "causa", le sue parole sono state sempre più efficaci delle mie. Bisognava solo fargliele cacciare fuori, le parole.

Eccole qui: sono quelle di un uomo in equilibrio - a parer suo - sul mio squilibrio, sempre a parer suo. In qualcosa ci ha preso sul mio conto ed è nomale, perchè le ha tentate tutte. 
Io non lo so se ho una mira migliore. Mi pare di avere solo molto più fegato. 

E ora silenzio. Io, almeno.

  
Signori, i miei più affettuosi saluti. 

Da: www.baronerosso.splinder.com

Oddio, Lolita ha cacato di nuovo! No, ha rotto le acque, felice di portare avanti il suo discorso da artista e la sua battaglia da mitomane mono-tematica. La sua crociata-cacata continua. Urrà! Ha iniziato a straripare e a tracimare da tutta la pelle, dai buchi del naso, anch’essi in continuo tormento. Chiama gli applausi nel suo teatrino, ammicca con l’occhietto furbo da criceto che l’ha sempre fatta franca (perché, poi, i suoi amici si rompono le palle dei tormentoni tirati all’infinito e la smollano). Replica un po’ malinconicamente, mentre mette in posa le narici, mette la cipria e il borotalco come un Papa, fa aggiustare le luci, si mette di profilo come la splendida Duse, attaccata alle tende con la mano fluida come le dive del muto, mentre costruisce il tempio di se stessa, dove tutti potranno adorarla e adularla, spara anche qualche altra cazzatella da blog, dall'alto della saggezza dei suoi anni e dei suoi capelli un po' bianchi. Ha fatto bene a scendere sulla Terra dal suo Olimpo. Noi tutti l'aspettavamo in questo caldo afoso di inizio agosto, così maestosa e sfarzosa. Bella come una cavalla pazza dopata. Noi tutti eravamo ansiosi di conoscere il suo "verbo". E anche "il" suo verbo. Ogni tanto, tira via anche qualche lacrima per la gioventù passata. Fa l’animale da palcoscenico, senza palcoscenico. Lei non parla, sottintende. Allude, insegna, indica la giusta via per la redenzione. Travestita da spiritosanta, incontaminata dal sesso e dalla volgarità umana dell’uomo, interrompendo coraggiosamente la pennichella lavorativa, presa da una botta di egocentrismo (quando ho scritto “botta” che vi pensavate?), assetata di onore, ubriaca di manie di grandezza, nella sua ferma convinzione di aver licenza totale su tutto e su tutti, è scesa dal cielo ed ha fatto un altro ovetto bello bello e tondo tondo per far sorridere le sue due fedelissime e annoiate amiche con il biglietto prepagato: due-fate-fatine-turchine-due che la imbrodano nel suo brodo e le battono sempre le mani (“clap clap”)…E sapete qual è la novità veramente sensazionale? Le inviterà entrambe nel suo “nuovo” blog-chiuso,a numero chiuso (di due) a forma di serramanico! (Manico?). Sarà talmente nuovo che sembrerà più vecchio del vecchio…E poi, sapete che faranno? Come in ogni festa che si rispetti, faranno la foto di gruppo, in piedi (uno, lei) accosciati (due, le altre) mentre dicono ciiizzz a denti aperti alla macchina fotografica…Almeno risparmiano sulle bombonierie che saranno solo tre. Un simpaticissimo oggettino fatto a mano: dove si rappresenta una che scrive e due che commentano, battendo le mani (“clap clap”). Fantastico! Per battere le mani ci vogliono almeno due persone, sì. E guai a dire che non sei d’accordo con il suo pensiero unico dominante di donna che si ribella. Già sta facendo un bel ripulisti: caccia via le spie, i guardoni dissidenti e gli infiltrati (lei? sì). Non si fida se qualcuna dice che, forse, ha perso. Il suo metodo di analisi è molto semplice: controlla con la lente di ingrandimento i commenti della (presunta) “spia” e risale fino alla settima generazione. Proprio come i carabinieri: se hai un parente comunista come bisnonno, sei fregato. Non le piacciono gli arbitri (esterni). Solo lei può essere l’arbitro della sua partita. Vuole giocare in casa. Gli altri devono giocare in trasferta. Un'amichevole tra scapoli e annoiati. Si veste di nero e si mette il fischietto in bocca. E poi, quando le girano le palle, ti toglie il pallone e dice che la partita è finita e si va tutti a casa.

 

Lolita si offende perché le cancellano un commento (a me li ha cancellati tutti ,  ma insiste che vada a cacare di là, ma non posso cacare di qua? chè almeno sono sicuro che la cacata ci resta fino a quando si secca). Un cavallo  caga dove gli pare...lei è invece  un cavallo di razza, di quelli da crociata...

 

Lolita si offende perché Nuvola non le risponde (avrà avuto altro di meglio da fare che perdere tempo con te? ci hai mai pensato?). Se la prende  persino se le scrivo con  l'inchiostro di colore blu. Ma vuoi vedere che oltre a cambiare  modi, tempi, luoghi, insomma, un po' tutto, devo cambiare  pure carattere e colore solo perchè me lo dice una Lolita che  è scesa  dal pisello e si  è messa a cavallo per fare la crociata-cacata?

 

Lolita si offende perché da me vengono a commentarmi solo femminucce (da lei pure). Lolita si offende e se la prende perché da lei i maschietti non vanno. Alla fine, tra maschi che stanno zitti e femmine che straparlano, non si capisce chi, secondo lei, può parlare e chi dovrebbe stare zitto…forse dovrebbe parlare il cavallo…e soprattutto non si capisce di che dovrebbe parlare e se può parlare di di una cosa diversa dal concorso obbligatorio (senza premi) dello scemo o della scema del villaggio splinderiano…

 

Lolita si offende se un uomo discute con una donna.  Lolita si offende e se la prende se una donna litiga con una donna. Lolita si offende anche se un cavallo caca su un somaro? Ma con chi cappero dovremmo discutere? Con le piante e i pesci d’acqua dolce? Ah, ho capito! Come a scuola, quando eravamo alle elementari? I banchi delle femminucce da una parte e i maschietti dall’altra? Così voi parlate di bambole e noi di soldatini di piombo o di pallone…

 

Lolita si offende e se la prende se la prendo per il culo e le do della tardona in menopausa. Non si è ancora capito se la discussione è seria o si gioca a prenderci per il culo. Ma vogliamo scherzare o parlare seriamente? Chissà,  questo Lolita non lo dice, forse non lo sa nemmeno lei...Allora, dopo aver fatto la gradassa spaccatutto e spaccamaroni, fa la vittima dell’Inps, sbrodola sulla tarda età, la malattia, il menarca, vedete che razza di insensibilità hanno gli uomini? Proprio senza cuore e senza palle…

 

Lolita si offende e se la prende se la chiamo “Lolita” e le tolgo qualche anno dal cervello, facendola sembrare ancora giovane.

 

Lolita si offende e se la prende se io parlo di sesso. E lo fa dopo aver fatto sottili distinguo tra “copula” e “trombamenti”? Questa magna e se ne scorda, o chiagne e fotte? vabbù…

 

Lolita si offende e se la prende se faccio il macho-cafone-celodurista.  Se lei mi dà della “femminuccia” col cazzo piccolo e “scoglionato”, io non me la prendo affatto, visto che si gioca a prenderci per il culo. Ma che vuole? Vorrebbe che io, mentre prendo elegantemente la tazza di the delle cinque come un lord inglese (con il ditino mignolo irrigidito), lei ci piscia dentro, sperando che confonda i due liquidi dello stesso colore giallo paglierino e me li beva? Ma lei lo farebbe con “eleganza”…mica in maniera “grossolana” come me…naaaa…

 

Lolita si offende e se la prende se le rispondo. Lolita si offende e se la prende se non le rispondo. Cazzo devo fare? Mugugnare o agitare le mani come all’aeroporto?

 

Lolita si offende e se la prende se mi metto in mezzo. Dovrei stare di lato mentre “mi sfonda”? E perché? Perché lo dice lei? No, perché se stai di lato prende meglio la mira…Inveisce contro una cosmica congiura ai suoi danni, organizzata da donne che non hanno rispetto per le donne e che si schierano dalla parte dell’uomo (che fesse…eh?). Mettetevi di lato e dalla parte del cavallo, cretine!

 

Lolita si offende e se la prende se qualche amico sano di mente (in privato) le suggerisce di rinsavire. E’ vero: i migliori consigli sono quelli che non si pagano.

 

Lolita si offende e se la prende se qualcuno inizia ad informarla che ha paura di commentare da lei per timore di “ritorsioni” (ma che razza di cacasotto di amici hai?). Tutti blogghettari fighetti? Non ce l’hai qualche altro Ciccio formaggio a mezzo blog, senza blog o a blog chiuso? Almeno stanno tranquilli e dormono la notte…

 

Lolita si offende e se la prende perché dice che ci siamo messi due contro uno, ma sto Dante Gabriel mi pare che abbia commentato anche prima (controlla meglio i post, distrattona!).

 

Lolita si offende e se la prende se altre donne non salgono sulla barca per partire per la crociata della liberazione delle donne maltrattate e vilipese sui blog.

 

Lolita si offende e se la prende e insinua che qualcuno sta chiamando qualcun'altro al telefono per accorrere e soccorrere (ma non ne bastavano due a farti a pezzi? a che servirebbero altri?), mentre lei invita le “vittime del blog” a scrivere nella sua messaggistica privata: chiede cordoglio e solidarietà per le donne maltrattate sui blog; ha bisogno di segni di incitamento (op op, cavallo!) a resistere contro i soprusi e le angherie; invita a darle coraggio, come gli appelli alla radio, ha bisogno di raccontare le loro storie di donne "violentate" da un commento o da un commento cancellato. Tra poco proporrà e verrà istituito un numero verde su Splinder! Il gingle sarà questo: “Sei stata vilipesa, sputata e maltrattata su un blog? Chiama Lolita, la tua voce amica, così ci facciamo pure una partita!”.

postato da Siddal alle ore 04:13 | Permalink | commenti (122) / commenti (122) (pop-up)
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